Das Kind ist geboren – Arbeitnehmende mit Kindern – Krankheit des Kindes

Il datore di lavoro è tenuto – previa presentazione di certificato medico – a dare congedi a lavoratori/lavoratrici aventi responsabilità familiari e per il tempo necessario ad accudire il figlio malato, fino a tre giorni (art. 36 cpv. 3 LL). Questa disposizione trova fondamento nel fatto che prodigarsi per le cure al proprio figlio costituisce un’obbligazione legale (art. 276 CC).

Nuovo termine per ogni nuovo caso

Per ciascun nuovo caso di malattia del figlio – attestato mediante certificato medico – dà diritto a un nuovo congedo di tre giorni; e questo vale per ciascun figlio.

Buona fede

Secondo le regole della buona fede, il padre o la madre sono tenuti a riprendere il lavoro non appena la custodia del bimbo malato è stata organizzata, quindi anche nel caso in cui il termine dei tre giorni non sia interamente trascorso.

Tre giorni non sono sufficienti

Che cosa succede se i tre giorni non sono sufficienti? E’ il Codice delle obbligazioni a fornire risposta, autorizzando la madre o il padre ad assentarsi il tempo necessario in virtù della disposizione generale sugli impedimenti senza colpa (art. 324a CO).

Diritto al salario

La legge sul lavoro non disciplina il diritto al salario durante i primi tre giorni di assenza (né per il periodo più lungo, eventualmente necessario). L’inserimento di tale diritto nell’art. 36 cpv. 3 LL è stato respinto dalle Camere federali.

Per stabilire se il lavoratore o la lavoratrice debbano essere remunerati durante questo
periodo, occorre rifarsi al Codice delle obbligazioni (art. 324a CO), al contratto individuale di lavoro o alle convenzioni collettive.

Numerose sentenze cantonali – tra cui il Tribunale cantonale del lavoro di Zurigo – confermano che, sulla base dell’art. 324a del CO, il pagamento del salario è dovuto per l’assenza dei primi tre giorni (Tribunale del lavoro ZH, JAR 1988, 197). Il Tribunale federale, sembra, non abbia avuto occasione di pronunciarsi direttamente su tale questione, ma ha ammesso – in maniera incidentale – l’applicabilità dell’art. 324a CO per il caso in cui il lavoratore debba prendersi cura di un parente prossimo in ragione di un’obbligazione legale (JAR 1999 p. 223).

Il datore di lavoro dovrebbe considerare l’assenza per malattia del figlio alla stregua della malattia dello stesso lavoratore. Le ore mancanti non devono essere recuperate o compensate mediante ore supplementari. Ma attenzione, i giorni riservati alla cura del figlio e i giorni di malattia dei genitori si sommano e sono conteggiati di diritto – in caso di malattia – al salario del genitore. Salvo disposizioni contrattuali più favorevoli, la durata del diritto al pagamento dipende dalla durata del rapporto di lavoro (esempio, scala bernese, pagamento del salario va da 3 settimane a più mesi); (v. In attesa del Bebè – assenze, ferie – pagamento del salario.)